
“Io e il palazzo”
Scattai una foto.
Non per fermare il tempo, ma per ascoltarlo.
Dietro il vetro, il palazzo,
linee dritte, finestre chiuse, silenzio geometrico.
Ma poi, tra i riflessi, confrontai il mio volto.
Non l’avevo chiamato.
Era lì, sospeso,
come un pensiero che non sai di avere
finché non lo incontri per caso in uno specchio.
Io, fatta di vetro e aria,
trasparente come una domanda senza risposta,
mi affacciavo su quelle mura estranee
come se vi abitassi da sempre.
Forse quel palazzo ero io.
Le stanze vuote,
le persiane abbassate,
i balconi che aspettano qualcuno che non torna.
Scattai una foto.
E per un istante
non fui né dentro né fuori,
ma solo parte di un confine che sussurra:
“Tu esisti, anche quando non ti vedi,,
Di Elena Sofi Tramonto
13.06.2025